Passione, competenza e spontaneità, sono queste le caratteristiche di una persona che mi lascia il segno. E per lasciare il segno intendo qualcosa ben di più di un ricordo: sono innesti di positività e ispirazioni al cambiamento.
Nel luogo di lavoro ne ho conosciute di persone che mi hanno stimolato e arricchito. Chi con la passione della finanza, chi specialista di intelligenza artificiale, chi esperto di sicurezza domestica… tutti con la luce negli occhi quando ti parlano, capaci di coinvolgerti e rendere attraente qualsiasi argomento, anche il più ostico o apparentemente noioso.
E ora, che – in tempi di Covid – la casa è diventata il luogo di lavoro, ho scoperto di essere uno di loro.
Sembrava una delle tante volte che mia figlia di sette anni fa capolino nello studio per chiedermi aiuto per i compiti o la video-lezione. Ma questa volta no, voleva capire cosa facessi e di cosa tratta l’assicurazione.
Ahia! Realizzai subito che soddisfare questa richiesta era di gran lunga più difficile rispetto all’analisi dati che avevo in corso.
Cominciai a guardarmi in giro e, vedendo mia figlia ferma sotto una mensola, iniziai a spiegarle il concetto di rischio, minaccia e probabilità: «Potrebbe caderti uno di quei libri in testa dalla mensola». Spiegai cosa significa protezione, prevenzione fino all’alienazione del rischio portando come esempio l’assicurazione capofamiglia.
A parte prendere subito le distanze dalla mensola, non proferì parola. Uscì rapidamente dalla stanza, cosa che mi lasciò amareggiato – che si sia spaventata, o peggio, annoiata? – ma giusto prima che riprendessi il lavoro, rientrò nella stanza con uno sgabello, una scatola di vecchi peluche e indossando un casco da bicicletta.
Un po’ stranito la guardai salire sullo sgabello: «Ecco, tieni papà, questi libri sono troppo pesanti per la mensola», e me li passò tutti, uno alla volta, «vedi, è invece il posto giusto per i peluche, non possono farti male e ti fanno anche compagnia».
Compiuta la sua missione mi diede un bacio e, casco in testa e sgabello alla mano, mi lasciò solo con i miei pensieri.
Ripresi subito il mio lavoro, ma lo sguardo di Peppa Pig gravava su di me come se mi volesse dire qualcosa, quasi mi volesse rimproverare. Mi deconcentrò a tal punto che mi misi a pensare a un nuovo argomento che potesse incuriosire mia figlia: «L’inversione del ciclo economico-finanziario mi pare troppo difficile, forse il principio di mutualità, magari qualcosa di statistica … ecco, proverò stasera con questo, dal sito dell’Istat, stamperò questa fiaba statistica: Le streghe di Bayes».
Le-streghe-di-Bayes.pdf (istat.it)
